Danzaregina

L'INFINITO

L’ INFINITO di Giacomo Leopardi 1819 ( 200 anni fa)

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,

E questa siepe, che da tanta parte

Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.

Ma sedendo e mirando, interminati

Spazi di là da quella, e sovrumani

Silenzi, e profondissima quiete

Io nel pensier mi fingo; ove per poco

Il cor non si spaura. E come il vento

Odo stormir tra queste piante, io quello

Infinito silenzio a questa voce

Vo comparando: e mi sovvien l’esterno,

E le morte stagioni, e la presente

E viva, e il suon di lei. Così tra questa

Immensità s’annega il pensier mio:

E il naufragar m’è dolce in questo mare.

Ho sempre amato tantissimo questo canto di Leopardi, lo so a memoria, come credo tanto di noi l’abbiano imparato a scuola. Sono molto felice di saperlo a memoria perchè mentre lo recito, mi dà grande respiro e mi fa proprio sentire dentro il Senso di Infinito. Provate a leggerla lentamente, soffermandovi là dove sentite che c’è un richiamo per voi. Amo tantissimo gli scritti di Leopardi, tristi a volte tristissimi ma di una profondità tale da essere per me  un illuminato. Avevo portato l’approfondimento di Leopardi alla maturità, quindi è un amore che va avanti da oltre 20 anni.

Il mio obiettivo con questo articolo è di diffondere il bello nelle nostre vite. Circondiamoci di bellezza, leggiamo testi nutrienti che danno spinta ed energia alla nostra mente e al nostro cuore. Se avete una poesia nel cuore mandatemela e la condividerò se vorrete.

Inviatela qui: info@danzaregina.com

Che sia L’ INFINITO per tutti noi, sempre, ogni giorno nelle nostre vite e in quelle di chi amiamo.

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